Centro Unesco Bologna - Centro UNESCO Bologna

Nella piazza di San Petronio

Surge nel chiaro inverno la fosca turrita Bologna,
e il colle sopra bianco di neve ride.

È l'ora soave che il sol morituro saluta
le torri e 'l tempio, divo Petronio, tuo;

le torri i cui merli tant'ala di secolo lambe,
e del solenne tempio la solitaria cima.

Il cielo in freddo fulgore adamàntino brilla;
e l'aër come velo d'argento giace

su 'l fòro, lieve sfumando a torno le moli
che levò cupe il braccio clipeato de gli avi.

Su gli alti fastigi s'indugia il sole guardando
con un sorriso languido di vïola,

che ne la bigia pietra nel fosco vermiglio mattone
par che risvegli l'anima de i secoli,

e un desio mesto pe'l rigido aëre sveglia
di rossi maggi, di calde aulenti sere,

quando le donne gentili danzavano in piazza
e co' i re vinti i consoli tornavano.

Tale la musa ride fuggente al verso in cui trema
un desiderio vano de la bellezza antica.
Giosuè Carducci
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Centro Unesco Bologna

Il CENTRO UNESCO DI BOLOGNA è membro della Federazione Italiana, l'unica  Organizzazione Non Governativa , autorizzata - dal 1949 - dall'Ufficio Legale  dell'UNESCO, a portare il nome dell' UNESCO.
La sua proclamazione ufficiale è avvenuta 1'11 settembre 1979 nella Sede di Palazzo Vecchio a Firenze.
Oggi, l'O.N.G. e' organizzata su base mondiale ed ha sedi in quasi tutti i paesi del  mondo , oltre 3.600. Nel Consiglio Direttivo della Federazione Italiana sono presenti d'ufficio i  rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri, dei Beni Culturali ed Ambientali, dell 'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e della Commissione Italiana UNESCO.
Per l' azione svolta nel campo della lettura e delle biblioteche è stata dichiarata dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali: Istituto Culturale
.
Per l' azione svolta nel campo della Formazione è stata dichiarata dal Ministero dell 'Istruzione, con regolare decreto, Ente di Formazione.
La nostra attività è rivolta a "dare gambe" ai progetti dell' UNESCO per promuovere la comprensione internazionale, la cooperazione e la pace; la comprensione degli ideali d'azione dell' UNESCO; contribuire alla formazione civica e democratica dei cittadini e particolarmente dei giovani; contribuire allo sviluppo sociale ed  economico, inteso come raggiungimento delle condizioni ottimali per il completo sviluppo della personalità umana; stimolare l'interesse per la verità; prendere iniziative nei paesi tecnologicamente più avanzati,con lo scopo di aiutare i paesi in via di sviluppo.

UNESCO è un' Agenzia specializzata delle Nazioni Unite che opera al suo interno sotto il coordinamento del Consiglio Economico e Sociale, direttamente collegato all'Assemblea Generale dell' ONU e si occupa di tematiche economiche, culturali, sociali, educative e sanitarie.
L'obiettivo dell' Organizzazione è stato così definito: "contribuire alla pace e alla sicurezza promuovendo la collaborazione tra le Nazioni attraverso l'educazione, la scienza e la cultura onde garantire il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione" .
Quello che caratterizza l'idea di "diritti dell'uomo" è il fatto di inscriverli esplicitamente nel diritto (orale o scritto), di riconoscere loro un' applicazione universale ed una forza superiore ad ogni altra norma.
L'unanimità è implicitamente convocata come fonte della legittimità di questi diritti.
Se da un punto di vista speculativo l'argomento aveva affascinato molti filosofi greci (Aristotele, gli Stoici), nella pratica il concetto di "diritti dell'uomo" viene affrontato storicamente per la prima volta nel VI sec. A. C. da Ciro il Grande, che fece emanare il testo scolpito sul c.d. "cilindro di Ciro", la prima "carta dei diritti dell'uomo", che promuoveva una forma elementare di libertà e tolleranza religiosa.
Nel 1215, il re d'Inghilterra Giovanni Senzaterra fu costretto dai baroni del regno a concedere la Magna Charta Libertatum. Essa rappresenta il primo documento fondamentale per la concessione di diritti ai cittadini perché impone al re il rispetto di alcune procedure, limitando la sua volontà sovrana per legge. In seguito si diffuse l' Habeas Corpus (che imponeva di condurre un suddito imprigionato davanti ad un tribunale per un giusto processo o la scarcerazione in alternativa) per giungere poi nel tempo alla prima e vera carta formale dei diritti dell'uomo, conosciuta come "Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino", nata nel 1789 dalla Rivoluzione francese.
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale,  il 10.12.1948 a New York fu siglata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che ha riconosciuto, nei trenta articoli di cui si compone, tutti gli esseri umani detentori sin dalla nascita di pari dignità.
Con questa Carta si stabiliva, per la prima volta nella storia moderna, l' universalità di questi diritti, non più limitati unicamente ai paesi occidentali, ma rivolti ai popoli del mondo intero, e basati su un concetto di dignità umana intrinseca, inalienabile, ed universale.
La Dichiarazione ha proclamato il diritto alla vita, alla libertà e sicurezza individuali, ad un trattamento di uguaglianza dinanzi alla legge, senza discriminazioni di sorta, ad una nazionalità, al lavoro ed al giusto compenso, ad un processo imparziale e pubblico, alla libertà di movimento, pensiero, coscienza, fede, opinione, espressione ed associazione; ha sancito che nessuno può essere ridotto in schiavitù o torturato, o sottoposto a trattamenti disumani o degradanti o ad arresti arbitrari o ad esilio.
Si tratta di una dichiarazione di principi con un appello rivolto al singolo e ad ogni organizzazione sociale al fine di promuovere e garantire il rispetto per le libertà ed i diritti che vi si definiscono.
Tale Dichiarazione, sebbene non obbligasse gli Stati membri sotto lo stretto profilo giuridico, tuttavia indicava loro l' urgenza di promuovere un insieme di diritti umani, civili, economici e sociali, affermando che questi diritti sono parte delle "fondamenta di libertà, giustizia e pace nel Mondo". Da allora, la nozione di Diritti umani si è estesa grazie a leggi e dispositivi che sono stati creati per sorvegliare e punire le violazioni di questi diritti; molti Paesi hanno compendiato i termini della Dichiarazione entro la propria costituzione, tuttavia, l' obiettivo di rendere il Documento una realtà concreta per tutti gli esseri umani non è stato ancora raggiunto e discriminazioni, diseguaglianze, violenze, torture sono ancora oggi molto diffuse.
Il lavoro di educazione ai diritti umani, obiettivo fondamentale per l' UNESCO in quanto strategia primaria di diffusione della conoscenza dei diritti fondamentali della persona, non è mai concluso e deve ripartire dai giovani. Gli strumenti principali per l'educazione ai diritti umani sono il dialogo interculturale ed il superamento dei conflitti.
Nel corso degli anni l' UNESCO e le Nazioni Unite hanno predisposto diversi strumenti normativi e piani d'azione proprio per promuovere i concetti necessari per perseguire una cultura di pace presso le comunità internazionali.
L' anno 2010 è stato proclamato dall' Assemblea Generale delle nazioni Unite "Anno Internazionale per l' Avvicinamento delle Culture" e l' UNESCO è stata designata come agenzia guida in considerazione dei suoi oltre 60 anni di esperienza nel lavoro di promozione della "mutua conoscenza e comprensione dei popoli".
L'obiettivo dell' Anno internazionale è stato quello di incoraggiare gli Stati membri a considerare iniziative volte ad attuare azioni pratiche a tutti i livelli della società finalizzate a promuovere il dialogo interreligioso e interculturale, la tolleranza, la comprensione e la collaborazione.
Inoltre, dal 2010 al 2014 è stata avviata la seconda fase del  Programma Mondiale per l'Educazione ai diritti umani, che è concentrata sull' educazione universitaria, gli insegnanti, gli educatori, i funzionari pubblici, le forze dell'ordine e i militari, pur continuando a mantenere un impegno verso l'implementazione degli obiettivi della prima fase (2005-2009) che si concentrava sull'educazione ai diritti umani nei sistemi scolastici primari e secondari.
La strategia consiste nel mobilitare i cittadini e le istituzioni in modo che l'educazione ai diritti umani sia garantita a tutti, con particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili.
Tuttavia, l'accesso all' istruzione ed alle varie forme di apprendimento è una condizione necessaria ma non sufficiente per una cultura di pace.
È necessario un sistema istituzionale rinnovato, un approccio olistico.
Il nostro mondo si caratterizza, da un lato, per una sempre maggiore interdipendenza in tutte le aree della attività umana e dalla presenza di nuove opportunità volte a rafforzare i legami tra i popoli, dall' altro, da una sempre crescente incomprensione e sfiducia.
Dinanzi a questa vulnerabilità che permea tutti i livelli vi è la necessità di salvaguardare la coesione sociale e preservare la pace. Solo cancellando l'ignoranza ed il pregiudizio, ponendo fine a violenze e conflitti e promuovendo la conoscenza reciproca delle diversità culturali si potrà giungere ad un nucleo di valori comuni condivisi e costruire la pace, " ... poiché le guerre cominciano nelle menti degli uomini, è nelle menti degli uomini che si devono costruire le difese della Pace"
(Preambolo della Costituzione UNESCO).

Centro per l' U.N.E.S.C.O. di Bologna
Via Galliera 4  
40121 Bologn
C.F. 91292330379







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